Earth Strike Italia

Noi, popoli del mondo, scioperiamo per salvare il pianeta

La comunità scientifica mondiale ha dimostrato oltre ogni dubbio che il clima della Terra sta cambiando e che l’industria umana ne è responsabile. Secondo numerosi studi e analisi pubblicati da prestigiose organizzazioni scientifiche, si prevede che queste tendenze continueranno e che porteranno ogni essere umano e animale sul pianeta ad affrontare uno stato di catastrofe climaticain perpetuo peggioramento, salvo azione immediata.

I più eminenti esperti del clima del mondo ci hanno avvertito che abbiamo tempo fino al 2030 per prevenire l’incremento della temperatura di 1.5 gradi. Si tratta di poco più di dodici anni, per gli standard ambientali è un battito di ciglia.

Se lasciamo che la temperatura superi, anche di poco, i 2 gradi, i risultati saranno catastrofici: estinzioni di massa, carestia, siccità, inondazioni, incendi, diffusione di malattie, su una scala globale senza precedenti. Il momento di agire è ora, prima che sia troppo tardi.

Cos’è Earth Strike?

In italiano “Sciopero per la Terra”, siamo un movimento popolare internazionale che richiede a governi e a imprese in tutto il mondo di agire immediatamente per contrastare i cambiamenti climatici.

Secondo il Carbon Majors Report 2017 della CDP, il 71% delle emissioni globali di gas serra industriali proviene da soli 100 inquinatori. È ormai chiaro che gli interessi delle grandi imprese minano la prosperità dell’umanità.

Dobbiamo cambiare rotta.

A tal fine, le nostre proteste, programmate per tutto il 2019, serviranno a sensibilizzare l’opinione pubblica per uno sciopero generale globale, che inizierà il 27 settembre.

Finché i governi e le imprese del mondo non saranno chiamati a rispondere ai cittadini, ci rifiutiamo di partecipare al sistema che riempie le loro tasche. Non ci saranno banche ed uffici pieni di impiegati, scuole piene di bambini, fino a quando le nostre richieste non saranno soddisfatte.

I cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici sono già sotto gli occhi di tutti. In Italia le temperature medie annuali sono aumentate di 1,4°C negli ultimi 50 anni. Il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800.

È impossibile elencare tutti gli effetti del cambiamento climatico: il clima influenza ogni aspetto della nostra vita.

A titolo di esempio, entro il 2100 i giorni di calore intenso aumenteranno dai 75 ai 250 giorni, a seconda di previsioni più o meno ottimiste. Ci saranno più fenomeni meteorologici di grande intensità, tutto questo con disastrosi effetti sulla salute e su ogni settore dell’economia italiana.

Sugli effetti globali del cambiamento climatico se non cambiamo rotta, guarda qui. Non si tratta di catastrofismo, queste sono le previsioni.

Cosa sta facendo il governo?

Non abbastanza.

Alcuni dati dal nuovo (dicembre 2018) programma del governo italiano (il cosiddettopiano energia e clima“):

  • Obiettivo UE riduzione complessiva di gas serra: -40% sul 1990 (2030)

  • Obiettivo Italia riduzione emissioni “ETS” (energia, industria energivora, aviazione): -43% sul 2005
    Obiettivo Italia riduzione emissioni “non-ETS” (trasporti, abitazioni, terziario, altra industria): -33% sul 2005

  • Obiettivo UE rinnovabili: 32% (2030)
    Obiettivo Italia rinnovabili: 30% (2030)

Non solo i piani del governo non sono abbastanza ambiziosi e non sono in linea con gli accordi di Parigi, secondo associazioni come Legambiente, ma si prevede che di questo passo l’Italia in dieci anni non si avvicinerà nemmeno lontanamente agli obiettivi prefissati.

Gli obiettivi del governo italiano sono in linea con gli obiettivi UE. Ma il problema sta proprio in questo: gli obiettivi UE non sono compatibili con un aumento di temperatura di solo 1.5°C.

Secondo Climate Action Tracker, infatti, gli obiettivi UE, senza riduzioni molto più grandi di emissioni da parte degli altri Paesi,  porterebbero ad un aumento di temperatura media globale di 3 gradi per il 2100.

La sola differenza di mezzo grado, da 1.5 a 2 gradi, equivale a passare “da eventi che sono al limite dell’attuale variabilità naturale a un nuovo regime climatico.”

Le istituzioni italiane, europee e internazionali stanno giocando con il nostro futuro e quello dei nostri figli, condannandoci alla catastrofe climatica.

Noi non staremo a guardare.

 

Le nostre domande

Il nostro programma internazionale:

Come movimento internazionale queste sono le nostre richieste:

  • Inizio immediato della cooperazione globale per invertire i danni causati al clima terrestre, attraverso accordi univoci e vincolanti, sia per i governi che per le imprese, a seguito delle proiezioni dell’IPCC di dimezzare le emissioni nette di carbonio entro il 2030 e di azzerare le emissioni nette entro il 2050;

  • Impegni internazionali, univoci e vincolanti per fermare la distruzione delle foreste pluviali e di altri habitat della fauna selvatica;

  • Accordi internazionali, univoci e vincolanti stipulati per fare in modo che le aziende siano ritenute responsabili per i gas serra che producono.

La campagna italiana rigetta gli attuali piani del governo italiano e dell’Unione Europea, insufficienti a garantire un pianeta vivibile per le future generazioni, e chiede una mobilitazione senza precedenti:

1) L’azzeramento delle emissioni nette europee entro il 2030. In questa ottica, il Governo italiano, tra le altre cose:
   a) Deve procedere alla chiusura immediata di tutte le centrali a carbone;
   b) Deve fissare il target per le rinnovabili all’85% per il 2030;
   c) Deve fissare la data per la fine della vendita delle auto diesel e a benzina al 2025.

2) La lotta al cambiamento climatico deve diventare la priorità numero uno del Governo italiano e dell’Unione Europea, che devono puntare alla massima trasparenza sui dati relativi alle emissioni e sui progressi fatti.

3) Il Governo deve destinare adeguate risorse all’adattamento al cambiamento climatico.

4) Una giusta transizione: le politiche di transizione non devono gravare sulle fasce più vulnerabili della popolazione; il Governo deve implementare una politica di riqualificazione dei lavoratori attualmente impiegati in settori inquinanti.

5) Il Governo deve implementare una riforma della gestione dei rifiuti, secondo i seguenti punti:
   a) Attribuire costi gestione a chi immette nel mercato prodotti (aziende) che generano rifiuti;
   b) Inserire un contributo ambientale da caricare sul prezzo dei prodotti immessi al consumo tale da coprire i costi per il recupero per riuso/riciclo/smaltimento;
   c) Incentivare cittadini a ridurre produzione rifiuti a aumentare raccolta differenziata.

6) Il Governo deve interrompere i sussidi ai combustibili fossili e ri-orientare la mission dell’Eni, diversificando i suoi investimenti.

Hai formato il tuo gruppo locale di Earth Strike? Aggiungete le vostre domande a queste!

I nostri principi

Earth Strike Italia è un movimento aperto a tutti coloro che condividono i nostri obiettivi e le cui azioni sono compatibili con la nostra missione e i nostri principi.

Earth Strike Italia è un movimento non violento.

Earth Strike Italia rigetta ogni tipo di ideologia e azione carica d’odio. Ciò include: omofobia, transfobia, etnonazionalismo, imperialismo, razzismo, negazione, sostegno o simpatia per il genocidio.

Il nostro programma internazionale

Gen

15

Protesta iniziale

Il primo evento mondiale per aiutare i nostri organizzatori locali e nazionali a coinvolgere le proprie comunità e far crescere il supporto al movimento.

Mar

15

Global Strike (con Fridays for Future)

Ci uniremo alla sciopero globale di giovani e studenti. Il nostro evento a Lucca.

 

ApR

27

Protesta Earth Day

Si terrà nel weekend successivo all’Earth Day per simbolizzare il raggiungimento della metà del percorso verso l’Earth Strike.

 

Aug

1

Protesta finale prima dello sciopero

Si terrà durante l’Earth Overshoot Day del 2018. Una protesta finale prima dello sciopero che serva come chiamata finale per coloro che non si siano ancora uniti al movimento.

Sett

27

EARTH STRIKE

Nel cinquantasettesimo anniversario di Primavera Silenziosa, il libro che ha dato inizio al movimento ambientalista, terremo uno Sciopero Generale per Salvare il Pianeta.

Nota: le date per la campagna italiana potranno essere modificate. Seguici sui social media per rimanere informato sugli eventi organizzati in Italia.

“La missione di Earth Strike è audace, ambiziosa e convincente. Più di questo: lancia una sfida che è di estrema urgenza, affrontando la questione più cruciale che gli esseri umani hanno mai dovuto affrontare: abbiamo la volontà e l’onore di agire ora per preservare la possibilità di un’esistenza decente per le generazioni future, o siamo così egocentrici e codardi da imporre loro un destino amaro – e non in un lontano futuro?” 

Noam Chomsky

Come partecipare

Forma il tuo gruppo locale di Earth Strike! Qui puoi trovare una piccola guida per aiutarti.

Materiale: qui puoi trovare del materiale utile (anche per i social media).

Unisciti al nostro gruppo su Facebook.

Seguici sui social per rimanere informato:

Abbiamo urgente bisogno di volontari nei seguenti campi: outreach, social media e grafica. Nessuna esperienza richiesta, solo voglia di contribuire alla nostra missione.

Se sei interessato, scrivici sui social o mandaci una mail, 

In questo momento ci stiamo organizzando su discord.

Domande Frequenti

Come credete sia possibile realizzare alcune delle vostre domande in così poco tempo?

Siamo consapevoli che stiamo puntando molto in alto. Per ottenere il necessario, a volte bisogna chiedere ciò che sembra impossibile.

Sono uno studente (meno di 18 anni), cosa posso fare?

Anche tu puoi scioperare! Giovani studenti, come la sedicenne svedese Greta Thunberg, in ogni parte del mondo hanno deciso di dedicare i loro venerdì alla protesta contro il cambiamento climatico. Dai un’occhiata a questa guida.

Non sarebbe meglio concentrarci sulla riduzione del nostro carbon footprint e dei nostri consumi individuali?

Uno stile di vita ecologico è un’ottima cosa, e certamente ogni azione positiva in questo riguardo è meglio di niente. Tuttavia, tutto considerato, queste azioni individuali sono irrilevanti, in quanto affrontiamo dei problemi che non possono essere risolti modificando le abitudini di consumo personali.

Una minoranza di aziende è responsabile della stragrande maggioranza delle emissioni di gas serra. Le aziende petrolifere multimiliardarie e l’agricoltura industriale di massa esercitano un’enorme influenza sulla sfera politica, e possono facilmente mettere in atto leggi per proteggere i propri affari e la propria crescita.

Incolpare i cittadini, spesso incentivati economicamente ad avere un maggiore carbon footprint per non trovarsi sul lastrico, serve solo a distrarci dai veri malfattori dei cambiamenti climatici: le grandi imprese e i legislatori che non hanno saputo fare il loro lavoro.

Questa distrazione è spesso una strategia consapevole dei mezzi di comunicazione di massa che vogliono proteggere il sistema attuale a tutti i costi. Non farti ingannare.

Cosa pensate di ottenere con uno sciopero generale? Com'è possibile far sì che le cose cambino quando le classi abbienti hanno in mano tutte le carte?

Le aziende che contribuiscono ai cambiamenti climatici non hanno alcun incentivo per cambiare. Purtroppo questo è dovuto alle necessità del mercato e all’influenza che queste aziende esercitano sopra gli organismi di regolamentazione grazie alla loro potenza economica. Proteste, raduni e altre campagne di consapevolezza pubblica vanno bene, ma ai magnati del petrolio interessano meno del loro prossimo bonus multimilionario.

Il nostro obiettivo non è convincere i potenti a ignorare i propri incentivi personali e pensare al bene comune. Il nostro obiettivo è cambiare questi incentivi, facendo in modo che queste persone non abbiano altra scelta che fare la cosa giusta, o altrimenti rischiare di perdere sia il proprio lavoro sia i propri mezzi di sussistenza.

Questo è l’obiettivo di uno sciopero generale: forzare le mani di chi è al potere rifiutando deliberatamente di far parte di un sistema che li arricchisce a spese del pianeta. Le grandi imprese e i politici hanno in mano quasi tutte le carte, ma non possono privarci del potere di negare loro la forza lavoro.

Ma io lavoro per vivere, come pretendete che scioperi?

Il nostro obiettivo non è la moralizzazione della classe lavoratrice. Ci sono molti modi per collaborare con noi anche se non puoi permetterti di scioperare.

Comprendiamo che ognuno vive una realtà differente, e siamo estremamente solidali con i poveri e i la classe media. Sempre più persone vivono alla giornata e il potere del lavoro organizzato diminuisce in molte parti del mondo. Se vuoi aiutare la nostra causa ma sei preoccupato dei rischi legati allo sciopero, ecco alcune alternative:

Sciopero bianco. In molti casi, pur non potendo scioperare, è possibile fare lo stretto necessario e obbedendo alla lettera al contratto di lavoro. Questo può causare una notevole diminuzione della produttività e inefficienza nel posto di lavoro generando ostacoli alla produzione.

Spargi la voce. Se non puoi fare nient’altro, aiutaci a far crescere il nostro movimento. Vieni alle nostre proteste e raduni, e spargi la voce tra i tuoi amici, familiari, colleghi e così via. Se riesci a convincere cinque nuovi lavoratori che potranno partecipare allo sciopero, sarà comunque un successo per noi.

Credete veramente che possa funzionare?

Nella storia, il progresso non si è mai alimentato di pessimismo. Abbiamo il dovere di risolvere i problemi drastici con soluzioni drastiche.

Siamo consapevoli di non avere grandi possibilità. Molti di noi sono cresciuti in un periodo in cui il potere collettivo non è stato sufficiente per risolvere in maniera significativa i problemi del mondo. Siamo stati catapultati fuori dall’ingenuità e dalla voglia di cambiamento della gioventù e resi cinici dal “realismo” del mondo odierno. Il risultato?

“Ammiro lo sforzo, ma realisticamente non succederà mai.”

Questi pensieri e sentimenti non ci sono alieni: è la risposta a cui siamo stati condizionati sia da coloro che ci vorrebbero proteggere dal disappunto, sia da coloro che prosperano nell’accettazione pubblica dello status quo.

Il nostro movimento è composto da persone che, per qualsiasi folle ragione, hanno deciso di mettere da parte questi pensieri per provarci, metterci anima e corpo, e vedere dove andremo a finire. Stiamo spargendo la voce, convincendo amici, familiari, colleghi e così via; ma ogni volta che qualcuno propone questo tipo di agitazione collettiva si incontrano sempre le stesse obiezioni di mancanza di “realismo”.

Perseveriamo. Continuiamo a lottare per il nostro pianeta con le unghie e con i denti. Perché è il nostro unico pianeta.

Esiste una piccola possibilità di scongiurare il più grande disastro che l’umanità abbia mai visto, risparmiando gli effetti dei cambiamenti climatici a tutti noi, dando supporto a migliaia di volontari entusiasti, ambiziosi, altruisti, impegnati e ottimisti che hanno costruito questo movimento e dato fiducia a persone come te perché funzioni.

Abbiamo deciso di eliminare la parola “realismo” dai nostri vocabolari. Nessuno dei cambiamenti positivi più significativi nella storia umana è stato dettato dal “realismo”. Creiamo la realtà con le nostre azioni.